Sebastiano in pieno Relax dopo il gioco caffe al grangala aninazione

Segui in diretta le novità sulle curiosità del mondo dell'animazione.

Gambacorta Sebastiano durante le prove, del guest show

Grande organizzatore di spettacolo ospiti. ormai ha carattere per poter svolgere un importante ruolo nella Esse Animazione.

Spettacolo con il fuoco

Combattimento in piscina con Spade Infuocate

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giovedì 29 novembre 2012

Nato il bimbo,si presentano 'tre padri'

Una giornata davvero fuori dall’ordinario quella vissuta qualche giorno fa nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ Ospedale Civico di Palermo. Carlo ramba disegno grabde1 Nasce bimbo si presentano 3 padri. Episodio assurdo a Palermo Nell’andirivieni di neo genitori, amici e parenti, infatti, è successo che, dopo la nascita di una bimba, si sono presentati a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro tre presunti padri. I tre ragazzi, tutti di 24 anni, stessa età della neo mamma, dopo essersi resi conto che si contendevano la stessa paternità hanno dato vita a un’accesa discussione che ha richiamato l’attenzione dei presenti ed ha costretto il portiere del nosocomio a richiedere l’intervento dei Carabinieri. Le forze dell’ordine sono intervenute prontamente ma non hanno constatato particolari problemi, tanto che sono bastati pochi minuti per placare gli animi e far tornare la calma tra i corridoi dell’ospedale palermitano.A decretare la definitiva risoluzione dell’intricata faccenda è intervenuta poi direttamente la neo mamma, che al momento della dimissione ha indicato tra i tre ragazzi il padre della bimba appena data alla luce, con buona pace degli altri due “pretendenti” padri. Ai due ragazzi non è rimasto altro da fare se non allontanarsi dall’ospedale, probabilmente ancora un po’ contrariati per l’accaduto, mentre la giovane coppia di genitori si è diretta verso casa con la loro bimba

i film porno li guardano quattro donne su cinque

PARIGI - L'immaginario collettivo vuole che i film porno siano merce riservata agli uomini, ma la realtà fotografata da uno studio francese racconta un'altra storia. Nella ricerca, pubblicata venerdì, si afferma che quattro quinti delle donne francesi hanno guardato un film a luci rosse, la metà delle quali senza la compagnia del partner. E se il 99 per cento degli uomini afferma di aver visto un film hard, la percentuale femminile non è troppo lontana: l'82 per cento delle intervistate ha dichiarato di averne visto almeno uno nella vita. Lo studio è stato condotto dall'Istituto francese Sfop su 579 donne e ha registrato una percentuale crescente del 73 per cento rispetto al 2006. Perché? “Nel giro di pochi anni è diventata una cosa accettata per le donne guardare la pornografia, anche grazie a Internet e video-on-demand che hanno reso il porno più accessibile e hanno tolto il fattore vergogna”, dice lo studio.

domenica 25 novembre 2012

Il cellulare fa male alla pelle,vi sveliamo i motivi

ROMA - Un ricerca pare aver aggiunto un ulteriore tassello sui rischi connessi all’utilizzo continuativo dei telefonini mobili. Si tratta di uno studio effettuato in Danimarca e pubblicato nel numero di Novembre 2011 della prestigiosa Rivista internazionale di Dermatologia allergologica Contact Dermatitis che ha evidenziato come un telefonino su 5 rilasci nichel con il conseguente pericolo di causare una dermatite allergica, nei soggetti insofferenti a questo metallo. L’indagine ha riguardato 50 modelli diversi di telefonini, con un test che consente di verificare il rilascio di nichel dalla parte metallica del cellulare. In ben 9 modelli, quindi quasi il 20 % (per la precisione il 18%) il nichel veniva rilasciato da almeno un punto e in un modello da più punti. Il fatto più eclatante è che questi numeri sembrano disattendere in concreto la direttiva europea del 2009, che ha subìto più modifiche, ma che in concreto obbliga i produttori a limitare la presenza del nichel in tutti gli elettrodomestici commerciati nell’Unione Europa. Vi è da dire che la ricerca non nasce dal nulla, ma è stato appurato da diverso tempo che l’utilizzo del telefonino, in soggetti allergici al nichel, può provocare una dermatite principalmente localizzata alla zona di contatto e quindi l’orecchio nella parte esterna del padiglione auricolare. Non è raro che la dermatite, in soggetti particolarmente allergici, possa estendersi anche a tutto il viso. La diagnosi per verificare se si è allergici al nichel va effettuata con il patch test. Inoltre, anche il cromo (sotto forma di bicromato di potassio) e il cadmio possono essere presenti nel cellulare ed essere causa di dermatite allergica da contatto. Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” se il telefonino è considerato ormai uno strumento indispensabile per tutti, di tutte le fasce sociali, non resta che limitarne l’utilizzo al necessario usando il vivavoce quando è possibile o auricolari anche perché non è dato sapere se il consiglio di alcuni manuali di tenerlo ad una distanza di almeno 2,5 dall’orecchio sia veramente efficace per prevenire rischi di danni cerebrali. È chiaro che dotarsi di auricolare bluetooth per le conversazioni può essere una buona soluzione per limitare i pericoli, quando l’auricolare non sia esso stesso pericolo per il contatto. Vi è da dire che in tal senso non risultano in commercio apparecchi auricolari i cui produttori abbiano indicato la dicitura “free nichel” o “free cromo o cadmio”. In tal senso, occorrerebbe un’ulteriore chiarificazione della normativa europea per obbligare le aziende produttive ad inserire queste voci a tutela dei consumatori.

venerdì 23 novembre 2012

choc,telefonata alla mamma, è il figlio morto

Una madre si è ritrovata in una situazione di vero e proprio shock dopo aver ricevuto una telefonata dal figlio morto, cui un mese prima aveva addirittura fatto il funerale. Gilsimar de Souza, 35 anni, ufficialmente era stato investito e ucciso da un camion il 17 ottobre. Era stato sepolto in un cimitero a Uberaba, uno stato a sud-est del Brasile, dopo che sia la madre che la zia avevano identificato il suo corpo. Di recente, però, la rivelazione choc: il ragazzo, che nella vita fa il muratore ha contattato la sua famiglia per far sapere loro come stava. Sua madre, Luzia de Matos, ha detto: “Non avevo avuto assolutamente alcun dubbio che quello che stavamo seppellendo fosse mio figlio“. “Non avevo idea che mi avessero sepolto un mese fa. Mi hanno fatto anche una lapide”: queste le parole dell’uomo che, in realtà, non era vittima di incidente stradale ma che era vivo e vegeto. “Quando l’ho chiamata, mia madre non ha creduto che fossi io. Le ho dovuto dire delle cose successe in passato per farle credere che fossi davvero io. Poi mi ha attaccato il telefono”. La mamma del giovane ha detto che risentire il figlio è stata una grande emozione e a breve organizzerà una festa per celebrare il ritorno del figlio che credeva, ormai, scomparso per sempre.

giovedì 22 novembre 2012

anziano regala il suo patrimonio perchè stanco di pagare le tasse

TREVISO - «Non ne posso più di convivere con la preoccupazione di pagare le tasse, a cui ora si è aggiunta anche l'Imu: voglio trascorrere in modo sereno gli ultimi anni che mi restano da vivere». È così che Bruno Fornasier, 78enne ex meccanico ora in pensione, senza moglie e senza figli, ha spiegato la decisione di cedere tutti i suoi immobili all'istituto di ricovero e assistenza agli anziani di Treviso in cambio della garanzia di avere un posto in una struttura dell'Ipab vita natural durante. E con tutti gli immobili si intendono sei case: quattro a Treviso, una a Spresiano e una a Conegliano. Per un valore totale stimato in oltre 1,3 milioni di euro. Più di 2 miliardi e mezzo delle vecchie lire. «Vi lascio tutto quello che ho perché d'ora in poi voglio stare tranquillo con la certezza che ci sarà chi si occuperà di me - si sono sentiti dire un paio di mesi fa i vertici dell'Israa - non voglio più dover pensare alle tasse, così come non voglio più star dietro alle manutenzioni». Ovviamente il presidente dalla casa di riposo, Fausto Favaro, non se l'è fatto ripetere due volte e ha subito avviato l'iter burocratico per far andare in porto il passaggio senza intoppi. Sino a ieri, quando è arrivata la conferma ufficiale. «Si tratta di uno dei lasciti più importanti che ci siano mai capitati - spiega il numero uno dell'Ipab, l’Istituto pubblico di assistenza e beneficienza - soprattutto se pensiamo che in cambio il nostro anziano non ha voluto nemmeno granché: gli verrà garantita assistenza sino alla morte, il pagamento delle spese per il funerale e l'acquisto di un loculo nel cimitero della città». Tanto che la casa di riposo ha pure fatto una prima stima di quanto, alla fine, resterà nelle proprie casse. «Abbiamo stimato che il nostro patrimonio aumenterà in modo netto di circa un milione di euro - rivela il presidente - anche se bisogna dire che è una cosa davvero inconcepibile che su donazioni del genere istituti come il nostro debbano pagare l'11 per cento di tasse». Cioè circa 140 mila euro. Ma di questi tempi è tutto grasso che cola. L'Ipab ha già iniziato a pensare a come far fruttare le case piovute dal cielo. «Verranno messe a reddito per ridurre i costi e tenere basse tutte le rette - conclude Favaro - il mio mandato scade tra poco e il prossimo presidente deciderà se venderle, affittarle o sistemarle». Ieri si è svolta nella casa-albergo di Treviso una cerimonia per la donazione.

mercoledì 21 novembre 2012

Capitan Findus anche lui cade in miseria

Vive solo con un cane, in un umile appartamento di Milano. E’ la triste fine del nostrano capitan Findus , il primo vero volto della pubblicità italiana. Si chiama Giovanni Cattaneo, classe 1935, dopo un periodo di gloria, l’oblìo più assoluto. Oggi il re dei bastoncini denuncia ”Sono ridotto in miseria”. Non sono in molti a sapere che lo storico Capitan Findus, si chiamava John Hewer, ed è morto tre anni fa. Ma in realtà ad aver incarnato quel ruolo c’era già stato l’italiano Giovanni Cattaneo oggi in serie difficioltà economiche. Triste destino per un volto del piccolo schermo che persuase milioni di bambini della bontà di prodotti che ancora oggi sono un cult per i congelatori degli italiani.

lunedì 19 novembre 2012

risvegliandosi dal coma dice:il paradiso esiste,contornato da farfalle e nuvole rosa

ROMA - L'aldilà esiste ed è popolato da esseri lucenti, farfalle e nuvole rosa. Che ci si creda oppure no, a raccontare la sua esperienza di quello che per molti potrebbe essere chiamato Paradiso è il neurochirurgo Eben Alexander. Professore ad Harvard, nel 2008 è rimasto per sette giorni in coma a causa di una rara forma di meningite. Al suo risveglio proprio lui, Cristiano non praticante e da sempre scettico su racconti simili fatti dai suoi pazienti, non solo ha raccontato la sua incredibile esperienza, ma ora l'ha anche scritta in un libro intitolato "Proof of Heaven". Per questo Newsweek gli ha dedicato la sua ultima copertina e una lunga intervista. IL COMA Alexander è convinto di essere stato in un luogo «incommensurabilmente più in alto delle nuvole, popolato di esseri trasparenti e scintillanti». L'esperienza risale all'anno della sua malattia, una meningite batterica da Escherichia Coli tipica dei neonati. Durante il coma durato sette giorni, Tac cerebrali e frequenti visite neurologiche hanno dimostrato una totale inattività della sua neocorteccia. IL PARADISO Il suo cervello era praticamente "spento", e dal di fuori nessuno avrebbe mai potuto immaginare quello che il neurochirurgo ha poi raccontato di aver vissuto. Si sarebbe dapprima ritrovato «in un mondo di nuvole bianche e rosa stagliate contro un cielo blu scuro come la notte e stormi di esseri luminosi che lasciavano dietro di sé una scia altrettanto lucente». UN TAPPETO DI FARFALLE A fargli da guida nel suo viaggio, una ragazza bionda adagli occhi blu che ha incontrato su un tappeto di farfalle. Con la ragazza non c'era alcun bisogno di parlare, ma da lei arrivavano messaggi «che gli entravano dentro come un dolce vento». Tre sono quelli che il professore ricorda: «tu sei amato e accudito», «non c'è niente di cui avere paura» e «non c'è niente che tu possa sbagliare». UTERO COSMICO Sul finire del cammino, Alexander si è ritrovato in un buio immenso e confortevole, illumnato da una sfera brillante che ha definito «un gigantesco utero cosmico». Eben Alexander non aveva mai creduto ai racconti dei suoi pazienti sulle esperienze ai confini della morte, e comprende come i suoi colleghi possano non credergli, ma il dottore è convinto che il suo Paradiso sia reale, poiché il suo "viaggio" non è avvenuto durante un malfunzionamento cerebrale, ma mentre la corteccia era totalmente disattivata.

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